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domenica 25 luglio 2021

CHI HA CORSO

Spazio quasi tutto femminile questa settimana…iniziamo con Manuela che prende parte alla Stralivigno km 21,4 che chiude in 2:14:34 conquistando una buona 6^ piazza di categoria “….pensa ho più faticato in piano che in salita. Dopo 7 anni ho ricorso la gara nel mio secondo angolo di paradiso... Il mio Livigno... Eh già, quest'anno sono 44 anni di vacanze qui... Inverno sport su neve estate beh camminate e corsa..”

Mentre sceglie la Trans D’havet( 24 km) la Erika  che chiude in 4:52:59 in 13 posizione assoluta considerando che il percorso non era proprio quello che si immaginava “ …non proprio il trail che mi aspettavo…volevo staccare dalla routine della corsa su strada…qui sono andata ben oltre…e cosi per ciliegina sulla torta , anche una caduta…ma ho tenuto duro fino alla fine grazie anche ai miei bastoncini ultra tecnici”

Ad Agordo Filippo prende parte ai Campionati Regionali e chiude il suo 5000 in 17:51:9.. “..l’idea era quella di correre qualcosa sotto i 17’30”, ma vuoi il caldo, il tendine che nelle ultime settimane mi ha mandato dei segnali…ho finito non del tutto soddisfatto..”

mercoledì 10 giugno 2020

ALLENARSI SUBITO DOPO UNA GARA?


Una domanda che spesso mi viene fatta è se dopo una gara ci si possa allenare subito dopo e con quale intensità…certo è che molto dipende anche dalla gara fatta . L'idea può sembrare strana, persino pericolosa. Tuttavia, ben gestito, questo tipo di sequenza può essere molto utile per il corridore, che potrebbe sorprendersi. Ci sono gare brevi che richiedono spesso alcuni giorni per poter eseguire ancora un lavoro di qualità. Con alcuni atleti, che hanno alcuni anni di allenamento alle spalle, si può osare.
D'altra parte, alla fine di alcune gare, l’adrenalina è a 1000 e fare un altro lavoro di qualità non farà male. In linea di massima, anche per non andare in sovrallenamento,  si potrebbe usare la regola: 
(Riscaldamento + gara + lavoro di qualità su distanze tra 200_400 + defaticamento) è uguale o maggiore  ad una normale giornata di allenamento… si può provare.
Tale lavoro “doppio” ha tuttavia la necessità di essere eseguito alla presenza del proprio allenatore per non incorrere in errori .
Proviamo a dare maggiori informazioni su un tale modo di allenarsi. 
Partiamo dalla base ossia tale lavoro solo dopo gare inferiori ai 10 km. A questo punto, finita la nostra gara si recupera tra i 10’ ed i 30’ magari anche facendo un po’ di corsa leggera. 
L’ideale è lavorare in modalità complementare, ossia si andrà ad intervenire su qualità diverse da quelle utilizzate in gara. Più è lunga la gara_test, più brevi saranno  le frazioni di lavoro. 
Ad esempio, è possibile far eseguire dopo una corsa di 8_10 km da 6 a 8 x 200 m mentre, dopo una gara prossima a o di 5 km, si potrebbe giocare con 4_6 x 800 m …ma questi sono  esempi ai quali dovrà dar corpo l’allenatore nello stendere il programma . 
Si lavora in definitiva su quelli che l’allenatore ha individuato come punti deboli: manca velocità… 8 x 200 m dopo 5 km, mentre se manca la resistenza , dopo gli stessi 5 km, si può consigliare di fare 15_20 minuti di medio se si sta preparando un 21 km. 
Tale modo di lavorare, come detto all’inizio dovrà essere utilizzato con atleti già avanti con gli allenamenti  in quanto è un lavoro sicuramente impegnativo. A tale proposito meglio non farlo nelle ultime tre settimane della gara OBIETTIVO.

Giovanni Schiavo



giovedì 30 gennaio 2020

Allenatore o autoallenamento?


Spesso mi confronto con amici sul fatto che  ci si debba affidare ad un allenatore o allenarsi autonomamente copiando o prendendo spunto da programmi presentati su siti e/o riviste specializzate. Certo è che logicamente è raccomandato il farsi seguire e se non per sempre almeno al fine di preparare alcuni obiettivi condividendo i tempi necessari per arrivare in forma all’appuntamento.   

Avere un allenatore, con il quale confrontarsi, permette di seguire un piano di allenamento che si adatta alle capacità dell’atleta , aiuta a definire e a razionalizzare gli obiettivi/gara, aggiusta il programma in base agli impegni familiari , lavorativi e eventuali infortuni oltre ad avere diversi consigli legati alla tecnica e tanto altro.
Tuttavia sono in molti che ancora continuano ad allenarsi da soli in quanto ritengono che seguire un piano di allenamento non sia alla loro portata, che non hanno tempo per fare quello che riporta il programma per via del tempo, ecc..
Specialmente per chi vuole iniziare, per chi ha un obiettivo ben definito consiglio si farsi seguire da un allenatore…cercate quello più vicino a voi o del quale vi fidate , sono certo che ne ricaverete grandi benefici.

A seguire il perché scegliere di farsi allenare :
1. Il programma viene preparato sulla base delle vostre informazioni e comunque terrà conto dei principi base dell’allenamento
2. Verranno proposti dei ritmi idonei in base al livello dell’atleta anche grazie a dei semplici test;
3. Interverrà nel modificare il programma qualora l’atleta debba fermarsi per cause diverse;  
4. Calcolerà i vari recuperi e i riposi necessari per far si che l’allenamento sia funzionale;  
5. Troverai la disponibilità ad un confronto e a consigli di un esperto che ti aiuteranno a raggiungere il tuo obiettivo.



...se vuoi ulteriori informazioni : giovannischiavo@virgilio.it

mercoledì 2 ottobre 2019

Allenamento intervallato(prima parte)



Spesso e con diverse finalità di preparazione inserisco lavori di allenamento intermittente o
ad intervalli dove c'è l'alternanza tra la corsa veloce e lenta all'interno della stessa
sessione.
Facciamo solo un breve cenno a cos'è “Il fartlek”: è stato inventato in Svezia, negli anni '30,
da un certo Gösta Holmer e significa letteralmente "gioco di velocità". Si riferisce a un
metodo di allenamento basato sull'alternanza libera di corsa veloce e corsa lenta. Senza
dubbio è il modo migliore per un principiante, ma non solo, per provare a fare allenamenti
intervallati. In pratica ogni atleta sceglie liberamente il diverso ritmo della gara , la durata
dello sforzo e il recupero e le distanze in base alle proprie sensazioni e anche adattandosi
al percorso. Una sola cosa si deve tener presente ossia che si deve terminare l'allenamento
con la sensazione di aver effettuato un buon lavoro senza tuttavia sfinirsi.

Consigli

·    Non effettuare tale lavoro se prima non si è svolto un buon lavoro basato sulla resistenza;
·    partire con variazioni tra i 20_30 secondi ed un 1 minuto seguito da uno steso tempo di recupero;
·    Ogni variazione “veloce” deve terminare con una decelerazione;
·    Controllare più la tecnica di corsa che la velocità;
·    Alternare anche con tratti in camminata il recupero tra brevi sforzi e tra l'impegno superiore al minuto;
·    Se ti alleni con uno o più compagni ricordati di dare ascolto alle tue sensazioni senza seguire gli altri;
·    Nei tratti in salita aumenta la velocità o l'impegno per poi recuperare in discesa;
·    Eseguire una o due sessioni a settimana ;

Ricordarsi che comunque è necessario effettuare una fase di riscaldamento prima ..!!!

(fine prima parte)

Se vuoi saperne di più inoltra una mail a:  programmi.runner@gmail.com

domenica 22 settembre 2019

TECNICA DI CORSA_4° INCONTRO

Continuano gli incontri GRATUITI per migliorare la tecnica di corsa eseguendo le varie andature.
4° incontro Mercoledi 25 settembre alle ore 18,45 per poi iniziare alle 19,00.

venerdì 30 agosto 2019

Allenamento: il “lungo lento”

Partiamo dal definire in modo semplice la lunga uscita? Si tratta di un allenamento orientato alla durata, al fine di abituare il corpo fisicamente e mentalmente, per raggiungere più chilometri di quanto se ne corre di solito. Un esempio? Se dobbiamo fare una gara con un tempo di chiusure di 1h45’_2h l’uscita lunga potrà avere una durata tra 1 h 30 e 2 h 15’. Uno degli obiettivi è quello di mantenere l’andatura prefissata senza far fatica.
Quanti lunghi a settimana?
Solitamente viene proposto un lungo lento a settimana. Fisiologicamente, correre tra 1 ora e 30 minuti e 2 ore, in endurance, aumenta le riserve di glicogeno aumentando la nostra capacità di correre a lungo senza sforzo, che è poi l'obiettivo del maratoneta, indipendentemente dal suo livello. Consiglio di correre il lungo non oltre il 70% della massima frequenza cardiaca .
Inoltre, su una preparazione di 8_10_12 settimane, il tempo del lungo aumenta progressivamente : 1 ora e 30 minuti, quindi 1 ora e 45 minuti, 2 ore, 2 ore e 15 minuti e infine 2 ore e 30 minuti e cosi via fino a 15 giorni prima della maratona ed il tutto solitamente viene anche tradotto in km: 20_24_28_30_32_36 . Questo, per avvicinarsi gradualmente al tempo previsto /distanza di gara per la maratona. Essere in grado di correre senza sforzo, per 2 ore/km 26_30, comunque ci sembra il minimo per chi punta 4 o più ore sui 42.195 km della maratona.
Per atleti che hanno un obiettivo che si pone tra le 3h15’_30’ o anche meno oltre alla sessione del lungo a volte questa seduta viene sostituita da un lungo con variazioni di ritmo, da lungo lento a ritmo maratona, o a tempo (15’_20’) o a distanza (km 4_5) con recupero tra le diverse variazioni inserite a ritmo lungo lento.
Nei lunghi inserisco anche percorsi collinare che oltre ad essere molto interessanti, rendono meno monotono l’allenamento e permettono di correre con un minor impegno mentale. E’ anche vero che l’atleta che vuol fare il tempo sceglie una maratona la più piatta possibile, ma anche per questo atleta il collinare è comunque un valido strumento allenante.
Dovremmo finire più velocemente?
Spesso si sente dire, o consigliare, che sarebbe bene terminare la gara ad un ritmo più veloce e se da un lato chi non si augurerebbe di farlo dall’altro il mio consiglio è quello di distribuire lo sforzo regolarmente per non andare ad indebolire le riserve di glicogeno cosi facendo potrà essere centrato il tempo obiettivo.
Prima maratona
Per coloro che affrontano la maratona per la prima volta consiglio di alternare tratti in camminata a tratti, più o meno lunghi, di corsa. Tale azione permetterà di fare il lungo settimanale senza grossi problemi. Non ha senso sforzarsi di correre senza fermarsi, anche camminare è resistenza. Camminare non appena lo si ritiene utile, non appena si avverte di far troppa fatica a correre , occorre prendersi il tempo di camminare e respirare, respirare e camminare, 5_10 minuti se necessario, poi si riprende a correre senza preoccuparsi del ritmo, ciò che conta è migliorare la resistenza allenamento dopo allenamento. Anche ai neofiti della maratona consiglio il collinare dove in salita si può passare dalla corsa alla camminata pur rispettando l’impegno cardiaco. Anche per i neofiti il consiglio è quello di rompere la monotonia del lento lungo andando ad inserire ogni 40’_50’ una breve accelerazione di 5’_8’. Mai dimenticarsi di bere prima di partire e abituarsi a bere durante il lungo.
Il lungo lento per tenersi in forma
Non tutti corrono per gareggiare o fare maratone, molti corrono per il piacere di correre. Bene per queste persone il lento è il modo migliore per mantenersi in forma divertendosi. Correre e camminare per 1h, 1h30’ o 2h permetterà inotre di perdere peso in modo naturale.
Conclusione
Mi preme evidenziare, a coclusione di queso breve articolo, che l'uscita lunga non significa necessariamente correre 2 o 3 ore di allenamento di resistenza in quanto tutto deve essere rapportato alla gara obiettivo, ma se l’obiettivo_gara è la maratona il lungo lento diventa una necessità. Non confrontiamoci con gli allenamenti degli atleti di alto livello dove sulle diverse rivste o su internet si legge che il loro lungo supera di poco le 2h…perchè il loro lungo tradotto in km si avvicina ai 35_38 km .
....vuoi saperne di più su come funziona "Allenamento365"? inoltra una mail a programmi.runner@gmail.com

mercoledì 24 luglio 2019

COMPLETA LA TUA PRIMA GARA


Tra i diversi atleti che seguo ci sono quelli che gareggiano per arrivare tra i primi ma anche atleti che decidono di mettersi alla prova e che come scopo primario hanno l’arrivare bene alla loro prima gara . che sia un 5, 10 , mezza oppure maratona.  Per tutti questi atleti la vittoria è emozionarsi.
Come scegliere la tua prima gara
Come ho scritto sopra chi inizia a correre seguendo un programma e/o dei consigli su come allenarsi è il più delIe volte spinto dal voler finire una gara ed avere sotto mano il risultato ottenuto. Il mio consiglio è sempre quello di avvicinarsi agli allenamenti e/o gare sulla distanza dei 10 km circa che  è poi la distanza che solitamente un atleta corre già in allenamento.

Come allenarsi
L’indicazione che solitamente propongo è quella di ridurre significativamente la preparazione negli ultimi giorni, ma senza tuttavia perdere in qualità. Un esempio:
- Lunedì: 8_10 km corsa con 4 allunghi nel finale;
- Mercoledì: 3_4 km corsa seguiti da  6_8 allunghi di 15”_20”( non sprint) alternati a 15”_20” di corsa lenta  per poi terminare con 10’ di corsa lenta defaticante. Finirai questa gita di 10 minuti di jogging endurance.
- Venerdì: 4_6 km di corsa lenta con 4 allunghi di 60_80 metri..

Cosa mangiare
Spesso gli atleti alle loro prime gare chiedo consigli si come devono comportarsi con l’alimentazione: “Non modificare le tue abitudini cerca solo di bere(almeno 1,5_2 l di acqua al giorno)”
La sera prima della gara un cena con pasta o riso e un dolce…se poi uno ha particolarmente appetito la cena può arricchirsi con delle proteine magre (animali o vegetali).

Il giorno prima della gara
Riposo

Materiale
La sera prima della gara prepara tutto ciò di cui hai bisogno:
- le scarpe che avrai indossato durante la preparazione, evitare la scarpa nuova;
- calzini, pantaloncini e canotta/maglietta per la gara oltre ad un cambio per il dopo gara;
- il pettorale , se ne sei già in possesso e ... 4 spille.

Consiglio di arrivare per tempo in modo da evitare inutili stress.

Il giorno "X"
I preparativi finali :
Fare colazione almeno 2_3 ore prima della corsa cercando di evitare l’assunzione di zuccheri rapidi.
Se la corsa invece si svolge nel pomeriggio: colazione tradizionale e  un pranzo leggero almeno  4 ore prima della gara.

Riscaldamento
Prima di iniziare a riscaldarsi , se uno ha delle sensibilità in alcune parti del corpo, sarà necessario coprire tali zone con crema protettiva. Dopo di che si inizia a fare una leggera corsetta di 10’ avendo avuto cura di allacciarsi le scarpe. A fine riscaldamento rivedere ed allacciarsi le scarpe con doppio nodo . A questo alcuni esercizi di stretching leggeri e 2_3 allunghi di 40_60 metri. Fermarsi almeno 10_15 minuti prima della partenza e valutare se è necessario bere, solo acqua.

Questo riscaldamento inizierà 30 minuti prima dell'inizio e terminerà 10 minuti prima dello sparo. Non dimenticare di bere regolarmente (solo acqua durante questo periodo).

La partenza e la gara
Essendo alla prima gara meglio posizionarsi nella parte finale del gruppo per evitare inutili quanto dannose scelte di emulazione. Sicuramente potrà sembrare di non aver fiato per completare la gara nei primi minuti della gara , ma tutto si stabilizzerà dopo il primo km.  
Se il tuo obiettivo è finire i 10 km un'ora (6 minuti per chilometro su 10 km) o 6’30” o anche meno  cerca di rispettare questi tempi, anche se ti senti in grado di andare più veloce. Se proprio ti senti di andare più veloce potrai farlo negli ultimi km.
In queste prime gare, anche in funzione del clima che si troverà, si può sfruttare il punto di ristoro per idratarsi evitando cibi solidi. Se il caldo è opprimente bagnarsi per quanto possibile testa, collo e braccia.

A fine gara sarà bene camminare un po’  e  fermarsi un po’ al ristoro finale . Se fa freddo sarà bene fare una sosta veloce e andare subito a cambiarsi.  

Giovanni Schiavo

Vuoi avere maggiori informazioni? Inoltra un mail a programmi.runner@gmail.com




giovedì 18 luglio 2019

FERMARSI O CONTINUARE?


Durante un allenamento l’atleta può avvertire un dolore e a questo punto non è facile capire se è bene continuare o fermarsi, tuttavia ecco alcuni semplici consigli per godere appieno della corsa…sempre.
La prima semplice e basilare regola pratica, talmente ovvia che spesso non viene rispettata dall’atleta che ha timore di fallire l’allenamento,  è quella che  se si avverte un dolore sarà bene fermarsi. 
Subito?
Certo, anche perché non è sempre facile valutare  un problema serio da un semplice disagio muscolare correlato all'intensità dell'esercizio. Per una rapida valutazione consiglio di vedere se il dolore costringe a modificare l’andatura di corsa, se si, meglio fermarsi!
Cosi come, se se non si riescono a raggiungere i tempi in una sessione di allenamento…, non è necessario preoccuparsi, ma  se la situazione si ripete per i successivi tre o quattro allenamenti e/o  si avverte stanchezza per tutto il tempo, beh potrebbe  essere un segnale di sovrallenamento: a questo punto è meglio rallentare se non addirittura staccare la spina stando fermi o facendo movimenti alternativi quali camminate, uscite in bici, piscina….
Come scritto poco sopra è sbagliato continuare ad allenarsi alla presenza di un problema fisico quando invece dovremmo fermarci. 
E’ altresì vero che a volte un atleta davanti ad una situazione quale quella che segue sceglie di fermarsi. 
L’atleta ha in programma 6 x 1000 da correre a 4’30” , ma già al primo 1000 corre sotto il tempo prefissato(4’15”) cosi come al secondo (4’20”) mentre al terzo è in linea . Al 4° dei sei 1000 metri finisce 4’50” stanco e lontano dal tempo obiettivo…a questo punto gli crollano le aspettative e decide che è meglio fermarsi. 
Errore! 
Può capitare in gara di avere una partenza molto più veloce di quella che solitamente un atleta si è prefissato, ma poi farà un tratto per recuperare e quindi stabilizzarsi. Quindi anche in allenamento va bene vedere il tempo, ma altrettanto importante  è valutare le proprie sensazioni e quindi  il modo migliore per imparare a gestire bene i ritmi è quello di accettare di pagare le conseguenze quando non lo fai: sei andato veloce nelle prime ripetute? Allenamento da finire, si stringono i denti e si va avanti!

Giovanni Schiavo


mercoledì 19 giugno 2019

Recupero dopo una gara di 10 chilometri


Diverse le manifestazioni podistiche durante i mesi estivi a disposizione dei podisti, c’è chi correrà gare trail per godere di panorami e correre tra i boschi e chi invece correrà gare sui 10 o anche meno km. 
Certo è che d’estate si tende a privilegiare gare corte. Tra coloro che seguo, ma non solo, la domanda pressoché costante è come arrivarci e come migliorare, pochi se non nessuno chiede cosa fare dopo la gara
Chi sta già seguendo  i programmi personalizzati di Allenamento365 trova scritto cosa fare, ma alla fine è la cosa più semplice, ma anche meno accettata da un podista: riposo.

Il riposo è importante, è necessario, permette al fisico di recuperare e migliorare.
Non fare un buon recupero o peggio ancora continuare a caricare può portare a gravi lesioni. Finita la gara , se poi finita anche bene, si vorrebbe spaccare il mondo, ma occorre capire che recuperare è importante.  
E’ anche vero che tale riposo o recupero varia a seconda della persona, dell'età e dal grado di preparazione dell’atleta ossia  un atleta giovane e ben allenato avrà un recupero più veloce. 
È altresì vero ricordare che ci sono fattori esterni che influenzeranno il periodo di recupero necessario, come correre a temperature elevate o con umidità elevata, così come una gara su un percorso con salite significative. In tutti questi casi, il suggerimento è quello di fare un fase di recupero_riposo maggiore del solito.

Oltre al riposo vero e proprio  in taluni casi si può anche optare per una camminata, nuoto, bici o anche una seduta di esercizi a corpo libero. Per aiutare il recupero sarà necessario anche mangiare bene come idratarsi a sufficienza.
Una formula empirica, almeno per i principianti, potrebbe essere quella di effettuare tanti gg di recupero_riposo( e non intendo riposo assoluto)  quanti i km della gara corsa, sempre riferendosi a gare di 10 km o meno.

Riposo o quanto meno dedicare tempo al recupero è importante in quanto è il recupero che ti consentirà di continuare a migliorare e a divertirti correndo questa attività.


mercoledì 30 gennaio 2019

Pronto a fare qualche trail? Vedi se i consigli che seguono possono esserti utili.


Parto con il dire che la gestione di un trail è molto diversa da una corsa su strada, dove ci sono i ristori in punti ben definiti, dove i km sono segnati, dove al massimo si può trovare qualche cavalcavia…in un trail le cose hanno un aspetto decisamente diverso: si corre su sentieri  tra boschi, prati, i ristori ci sono ma non ha distanze prestabilite, dove i km corsi hanno una valenza solo per sapere quanto manca al traguardo, dove un km in salita può durare come un 3000 su strada. Chi affronta un trail deve già mettere in preventivo che la corsa sarà un’esperienza dove far vivere dentro di se il cosiddetto “spirito trail” . In un trail è l’atleta che diventa responsabile della pianificazione della gara , della gestione dell’alimentazione e della propria sicurezza, nel trail la preparazione   preliminare dell'attrezzatura e del cibo è essenziale per ottenere una buona gara.

a) Conoscere bene la gara.
Ogni tracciato è un percorso a se stante e anche per lo stesso percorso le condizioni meteo possono renderlo completamente diverso…quindi ogni gara avrà una sua gestione. Per valutare cosa mettere nello zaino, oltre al materiale obbligatorio quando questo è definito dagli organizzatori, sarà necessario sapere dove sono fissati i ristori questo ci permetterà di sapere se e con quanta scorta idrica partire . Non si dovrà ragionare in chilometri in quanto, come anche detto sopra , 10 km con 2000 D+  non è proprio come correre 10 km su strada 
    
b) Adotta il giusto ritmo della gara.
Il principio base per gestire il ritmo è iniziare con il ritmo che vorresti finire, passo deciso, ma tranquillo. Se poi la partenza presenta subito una salita lunga occorre gestirla anche facendo dei tratti camminando che ci permetterà di recuperare. In un trail lungo occorre dividere mentalmente la distanza
    
c) Idratazione.
Importantissimo è l’ idratarsi bene per compensare il sudore. A seconda del calore e delle tue capacità personali il consiglio è di avere e bere tra 400 ml e 800 ml all'ora. A questo punto a seconda del tempo previsto tra ogni rifornimento, è possibile prevedere la quantità di acqua da prelevare ad ogni rifornimento. L'acqua è l’ ”attrezzatura più pesante" da indossare, quindi non devi partire con 3 litri d'acqua se valuti di raggiungere il primo rifornimento in un'ora ...

d) Cibo.
L'acqua è essenziale, ma per un trail lungo, è anche necessario fornire "carburante" per far funzionare il proprio motore. Nei trail  oltre i 25-30 km (quindi mediamente sopra le 3 ore), il cibo è una delle chiavi del successo inteso non tanto come vittoria , ma come arrivo sano. Non è consigliato, almeno per i principianti, fare queste distanze senza fare rifornimento. Senza energia, il declino sarà inevitabile. È quindi consigliabile assumere o una bevanda energetica che apporti energia e che possa essere facilmente digerita se è ben dosata. Inoltre, i gel integrano l'assunzione di carboidrati e le barrette andranno a colpire la sensazione di fame. Consiglio ½  o 1 gel o 1 barretta ogni 40_60 minuti.

e) Gestisci la fame con le barrette
L'80% dei "ritiri" derivano dalla mancanza di energia di energia. L'interruzione di corrente è subdola….arriva quando meno te lo aspetti per questo è meglio sempre prevenire. Non dimenticarti di bere ne di mangiare qualcosa almeno ogni ora. Non saltare le soste ai ristori degli organizzatori, fermati e rivedi le tue scorte per poter affrontare i km successivi.  

f) Non gettare rifiuti!
Apprezzi il correre in natura?....E allora dobbiamo essere responsabili anche di questo. Se scarti una barretta o finisci un gel conserva la carta o il pacchetto e al primo ristoro fisso deposita il tutto. Inoltre incorri anche nella possibile squalifica dalla gara, anche se sono certo che questa è una raccomandazione che non andrebbe neanche fatta a chi sceglie di correre un trail

g) Abituati ad allenarti
L'attrezzatura, il ritmo, il rifornimento di solido e liquido , tutto questo deve essere preparato e testato durante l'allenamento. Se vuoi essere in grado di mangiare bene in gara, devi anche abituarti a bere e digerire in allenamento. Lo stomaco si sta preparando tanto quanto le gambe ...

...se vuoi saperne di più o vuoi un programma per affrontare una gara trail contattami e vediamo come raggiungere l'obiettivo 

Giovanni Schiavo