sabato 20 aprile 2019

OBIETTIVO ULTRAMIRAGE, GRANDE ADRIANO

Poco da aggiungere a quanto riportato nell'articolo di giornale , ma mi preme far presente che l'atleta si è messo a completa disposizione delle indicazioni tecniche da quando abbiamo intrapreso la collaborazione.
A settembre ci sarà l'appuntamento clou della stagione con la partecipazione di Adriano all'Ultramirage, gara di 100 km nel deserto della Tunisia con un tempo massimo di 20 ore..., ma il nostro obiettivo è ben diverso.


lunedì 15 aprile 2019

CHI HA CORSO



Anche questa settimana diversi sono gli atleti di “Allenamento365” che si sono cimentati in gare di diverse e misure e con risultati buoni e anche qualche “incertezza”.
Partiamo da sabato dove a Venezia si è corso un trail in notturna( km 15,6) attraversando diversi ponti e troviamo:
Alessandro che chiude con 1:12:05 “…dopo il trail del Patriarca di domenica scorsa , il dolore alle gambe e la trasferta di lavoro in questa settimana non sono riuscito a correre nemmeno una volta, …quindi  me lìero messa via e…vada come vada. Invece nella giornata sono stato bene e ho deciso di partire davanti e veloce il 1° km per non trovarmi imbottigliato già sul primo ponte. Al 3° km mi sono assestato sui 4’30” in mdo tale da gestire la gara. Primi 10 km corsi con un leggero dolore al fegato, dopo il 10° tutto svanito ed ho corso sereno. Nel salire i ponti recuperavo via via posizioni, ma negli ultimi 3 km ho sofferto un po’ . Soddisfatto comunque alla fine in quanto ho migliorato di 1’ il tempo dello scorso anno, 110° assoluto su quasi 1800 arrivati…
Roberto : “ …certamente non sono arrivato al meglio della condizione , ma questa era solo una tappa di passaggio per le prossime gare. Un leggero calo nel finale , ma felice del mio 1:13:32 ..”
Stefano “ …visto che avevo ed ho da gestire un problema alle caviglie, non era certamente la gara ideale da fare…ma siamo amatori e no professionisti…quindi ho concluso con qualche risveglio di doloretti, ma tutto ok. Felice del mio 1:23:28
IvanaVenezia non è una corsa semplice. Avevo fiato, ma meno gambe, molti i cambi di ritmo e tanti gli scalini dei ponti. So che devo ancora lavorare …e lo faro. Chiuso la gara in 1:30:19

Domenica Andrea  corre la Maratonina di Rovigo portando a casa ancora un ottimo tempO 1:15:… “ insperato visto come avevano risposto le gambe nel corso della settimana, ma dopo il via queste sensazioni sono sparite e le gambe hanno girato.”
Sempre a Rovigo anche FilippoFatta anche la Rovigo Half Marathon: gara e poi altri 9 km per arrivare all’obiettivo di giornata, il lungo di 30 km. Nonostante i tanti km settimanali le gambe giravano bene e così sono andato a sensazione... non pensavo proprio che avrei chiuso in 1:19:56! Gionata fredda e uggiosa, ma per fortuna ero in compagnia di Fabio”

Adriano invece è presente alla Maratona del Lamone a Russi(Ra)… “ ero partito per segnare il PB, ma non mi ricordavo il percorso cosi impegnativo: 4 cavalcavia e finale su argine. Chiuso in 3:13 che sicuramente avrei potuto abbassare se le condizioni meteo fossero state un pelo più favorevoli: finale con vento freddo e un po’ di pioggia. Alla fine 8° assoluto ed un ottimo 2° posto di categoria tra gli MM60 che mi è valso il titolo di vice campione italiano UISP

A Sassari al RunDays distanza, poco meno di 4 km, inusuale per Angelo  che arriva 2° assoluto  “…sono partito tranquillo, ma quando ho capito che la gara finiva di li a poco ho iniziato a spingere..”

A Mirano(Ve) ha corso Giovanni che ha preso parte alla X_Run( manifestazione di beneficenza) sulla distanza di 10 km “…l’intenzione era quella di correre anche oggi pertanto sono partito da casa e dopo alcuni km sono arrivato in piazza a Mirano qualche minuto prima del via. Il tempo di fare l’iscrizione, due chiacchere e partenza in coda al gruppo. Via via che risalivo le posizioni è stato piacevole scambiare due parole con diversi atleti…poi dal 3° km ho iniziato a spingere un pelo di più su un percorso che ha presentato tanto argine..alla fine taglio la linea di arrivo, ma non mi interessa la posizione. Son sudato e fa freddino…devo ritornare a casa di corsa.

Enzo invece si presenta al via della Traversata dei Colli Euganei(TCE) …42 km D+ 2000 “ e’ andata benissimo!! 4:16… e 16° assoluto con davanti a me un amico ed un grande atleta…Michele . Sono partito piano ed  ho via via recuperato posizioni. Nonostante il terreno fangoso, le gambe giravano molto bene sia in salita che in discesa e via via che i km passavano sempre più ottime sensazioni. Le 2 ultime settimane non sono state il massimo, ma questa mattina mi sono detto : abbiamo lavorato bene e se mi gestisco un po’ posso fare una buona gara…e cosi è stato .
Sempre TCE, ma km 21 D+1200 troviamo Lara che chiude in 3:39:39  “…è andata molto bene. I primi 5 km sono stati lunghi, ci avrò messo un’ora perché si sono creati dei continui colli di bottiglia. Inoltre anche un mal di testa che però è scomparso prima dell’attacco del monte Madonna che mi ha quindi permesso di affrontare la salitona serena. Piano piano ho superato diversi atleti ed in cima non mi sono fermata al ristoro gettandomi letteralmente in discesa. Ero sicura in quanto ho un’ottima scarpa  . Due anni fa arrivai tra gli ultimi…questo anno no, molto meglio!   
Anche Francesco si presenta al via del trail Three Lakes a Tramonti di Sotto(Pn) km 41D+1800 e come al solito fa la sua bella gara.

martedì 9 aprile 2019

Correre piano...perchè?(2^ parte)


Quando si parla di corsa lenta, o di correre piano, in linea di massima si ritiene che si vada piano quando i nostri battiti sono tra il 60-75% della nostra frequenza cardiaca massima….e già su questa percentuale si potrebbe aprire un dibattito dove ognuno dice la sua anche perchè diverse possono essere le specificità. 
Se poi la corsa lenta è effettuata in piano tale valore ci può anche stare, ma appena il percorso sale o ci si cimenta su di un percorso con salite, un trail o peggio ancora si corre un ultratrail le percentuali vanno riviste in quanto le pulsazioni saliranno sempre che non ci si metta a camminare.
Per fare un discorso medio che appunto possa dare un valore tale da permettere di fare un bel lento lungo sia in piano che in montagna la media dovrebbe essere tra le 140 e le 160 pulsazioni al minuto.
A tal proposito con questo dato alla mano, ossia le pulsazioni, si potrebbe anche stabilire un passo teorico di gara o quanto meno per farci correre un buon lungo. 
Come scritto poco sopra questo è un dato medio che come tale può andare bene a qualcuno e meno bene ad un altro. Le variabili, dicevo, sono tante oltre all’età, a quanto un atleta si allena o si è allenato, dalla storia atletica dello stesso, ecc oltre al fatto che se per una corsa in pianura il dato può essere adattato questo non potrà mai trovare una reale corrispondenza in un allenamento o gara in montagna in quanto ogni percorso è diverso da un altro.   

Che passo tenere in una gara di trail o ultra trail?
Un bel dilemma. Non avendo un riferimento certo per come affrontare un percorso di allenamento o gara in montagna, ma avendo ( almeno si spera ci sia) un riferimento di una corsa su strada, maratonina o maratona che sia, sarà necessario tararci sul ritmo maratona(+ 40”_1’) o maratonina( + 50”_1’10” al km) sempre che l’obiettivo sia quello di correre più a lungo.
Ma anche tale metodo porta a non essere del tutto preciso in quanto se ho corso l’ultima maratona con il freddo, con il caldo, con un tasso di umidità molto elevato…cosa scegliere?
Inoltre se anche il calcolo fosse corretto ed il giorno della gara di ultra mi trovo con delle condizioni climatiche non favorevoli?   
Cercare di forzare un certo passo vorrà sicuramente dire che ad un certo punto l'atleta potrebbe crollare e andrà in crisi con il rischio di non finire o il lungo o la gara di ultra.
Che dire quindi se la cosa più semplice, ossia il correre piano o il lento, alla luce di queste considerazioni non è cosi semplice come sembrerebbe? 
Quello che so per certo(...e  ci casco a volte anche io) è che la tendenza è sempre quella di andare un po’ di più veloce.
Se non è facile non fare errori  provo ad elencarli in tal modo essendo evidenti …a qualcuno di questi si può porre rimedio:
a)  si tende a correre più del dovuto quando si corre lento. Cioè, facciamo più chilometri di quelli che dovremmo fare. Questo è un problema in quanto aumenta il rischio di infortuni. Bisogna aumentare la distanza progressivamente settimana dopo settimana;
b)  tendiamo a correre più veloce di quello che dovremmo. L'allenamento lungo e lento deve essere determinato dallo sforzo. Il passo è una conseguenza dello sforzo e  non al contrario;
c)  tendiamo a correre i lunghi troppo spesso. Cioè pensiamo che tutte le settimane si debba per forza aumentare il chilometraggio. In realtà il corpo ha bisogno di assimilare l'allenamento realizzato e bisogna dargli qualche periodo di adattamento e di riposo. Non è fondamentale aumentare tutte le settimane. Questo punto è particolarmente importante per i corridori in montagna perché all'aumentare la distanza non stiamo solo coinvolgendo i muscoli ma anche il sistema respiratorio e quello cardiaco. In montagna stiamo notevolmente stressando anche le articolazioni, tendini e la struttura ossea. I lunghi devono essere programmati dando al corpo il tempo di riprendersi ed assimilare gli allenamenti, non devono essere forzati;
d)  di non poco conto inoltre il fatto che l’atleta amatore deve fare i conti con il lavoro, la famiglia e altre cose da gestire quindi può capitare che quanto doveva essere fatto, anche se programmato, non lo si possa fare per un giorno, una settimana o anche di più. Il consiglio è che non si deve cercare di recuperare i chilometri aumentando il chilometraggio nelle settimane successive. Le possibilità di infortunarsi aumentano. Quanto è stato perso, è perso, o quasi.
a)  un altro errore, riguarda l'alimentazione, durante le uscite lunghe e lente, ma non è mia intenzione entrare in un campo dove occorre tuttavia non farsi prendere dalla frenesia di consumare quanto propinano le riviste di corsa o i siti, ma farsi consigliare da un medico nutrizionista. Quello che dico è che certamente un’alimentazione corretta aiuta cosi come assumere qualcosa durante i lunghi(Sali minerali, zuccheri, ecc,…).

Il lungo e la mente
Chi già ha corso dei lunghi sa che nel corso di questi allenamenti si può incorrere anche in momenti nei quali ci sembra impossibile continuare o mantenere un certo ritmo,  specialmente nei lunghi collinari o in montagna.  
Chi ormai ne ha corsi sa che possiamo farcela, anche rallentando, mentre per chi affronta i lunghi le prime volte posso solo consigliare di rallentare ancora, ma continuare a correre che oltre ad essere importante dal punto di vista psicologico lo è anche dal punto di vista della performance perché tra camminare e correre piano c'è una differenza abissale.

Corsa lenta e recupero attivo
Una corsa lenta aiuta nel recupero e velocizza la guarigione dei muscoli tartassati dallo stress della corsa più veloce. Questo recupero attivo aiuta a far arrivare il flusso sanguigno direttamente verso i muscoli danneggiati che hanno bisogno di aiuto.
Inoltre indipendentemente dall'accelerare il processo di guarigione, correre lentamente è il modo più efficace per costruire efficientemente una grande base.
Esistono un milione di diverse filosofie e teorie di allenamento. Tutte diverse tra di loro, ma se c’è una cosa che più o meno tutte considerano è la necessità di creare una base di partenza da cui sviluppare gli allenamenti specifici.
La corsa lenta è appunto necessaria per la formazione delle fondamenta in quanto è la base di partenza delle trasformazioni che ci renderanno più forti migliorando il sistema cardiorespiratorio, i muscoli, i tendini e le ossa. Più la base è larga più si potrà costruire in altezza.
Impariamo a correre lento, ci renderà runners più efficienti e felici.

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Giovanni Schiavo