martedì 20 marzo 2018

QUALI ALLENAMENTI PER PROGREDIRE?


Tutti i corridori un giorno fanno la fatidica domanda “..cosa posso fare per progredire?”.

Per rispondere, dobbiamo ricordare che è necessario pianificare la stagione. E quindi è necessario variare i tipi di allenamento durante l’intero l'anno.Se un atleta corre con regolarità dall'inizio dell'anno, avrà dapprima sviluppato la resistenza (capacità aerobica). Cosi facendo la muscolatura e il suo sistema cardiorespiratorio si sono adattati e possono andare a "sostenere" sedute con maggiori sollecitazioni.

Solitamente consiglio di iniziare con  una preparazione di base per 8/10 settimane per sviluppare  la *VMA( o MVA) . In questo periodo non sono previsti allenamenti tutti ad alta intensità, ma verrà dedicata un'uscita a settimana per fare una vera sessione per lo sviluppo della  VMA (in pista o nella natura). Dopo questo primo ciclo, è possibile impostare, ad esempio, un obiettivo alfine di metter giù una preparazione specifica (10 km o prima mezza maratona). Da non dimenticare di programmare i periodi di rigenerazione ogni quattro settimane circa (allenamento ridotto del 20-25%) al fine di preservare il capitale fisico per il futuro.
*La Massima Velocità Aerobica (MVA o VAM) è la velocità a partire dalla quale s’inizia a consumare la massima quantità possibile di ossigeno, ovverosia raggiunge la soglia VO2Max o massimo consumo di ossigeno. Al di qua di questa soglia la maggior parte dell’energia necessaria allo sforzo proviene dalla respirazione aerobica, quindi fa parte della soglia aerobica. Al di là il consumo di ossigeno resta costante e la potenza supplementare alle alte velocità viene fornita da un’altra via metabolica con produzione di acido lattico, il consumo di ossigeno nonostante la produzione di acido lattico continua a salire fino a quando arriverà a un limite massimo, ove si raggiunge il massimo consumo di ossigeno.

RAFFORZARE LA PARTE SUPERIORE DEL CORPO
Per far si che con l’allenamento non s’incorra in atteggiamenti corporei fuori misura andando ad evitare quindi piccoli o grandi infortuni è necessario rafforzare la parte superiore del corpo. Cosi facendo si andrà ad ottenere una migliore qualità del passo, saremo più efficaci nel gesto e, pur aumentando la velocità, rischieremo meno tendiniti, pubalgie e/o lombaggini. Con un lavoro simile si andrà a migliorare la postura durante la corsa, evitando anche il fatto di vedere l’atleta che corre con il busto che rimane dietro le sue gambe. Occorre lavorare su addominali e dorsali almeno due_tre volte a settimana. In tal modo sarà sicuramente più facile per il piede dell’atleta che questo si trovi, nel momento dell’appoggio a terra, nella verticale del bacino (e non davanti) e il passo guadagnerà in leggerezza, in una miglior spinta_propulsione pertanto anche un minore impatto sulle articolazioni.

DEFINIRE LA FCM
Se un atleta inizia a correre dopo i 40 anni o se ha fattori di rischio (anamnesi familiare, fumo, ipertensione) è bene fare una valutazione medico_sportiva( meglio per tutti comunque ogni anno), questo per essere sicuri, ma anche per determinare la FCM e la VMA (essenziale). Il calcolo teorico dell'FCM (220 meno la tua età) è solo teorico. Tuttavia la FCM può variare in modo significativo in base a:
a)      La forma del corridore;
b)      il profilo del percorso;
c)      condizioni climatiche;
d)      il livello di allenamento;
e)      l'ora del giorno in cui si svolge l’allenamento.

RISPETTARE  LA PROGRESSIVITÀ
Ogni preparazione deve essere adattata al livello dell’atleta da seguire. Un principiante inizierà con ripetizioni progressive di intensità, dopo un buon riscaldamento inclusi allunghi e stretching per evitare problemi muscolari e/o tendinei. Per arrivare a correre 10 km si può iniziare con camminata e corsa andando via via ad aumentare la parte corsa a discapito della camminata.  Inserire delle variazioni a tempo sempre dopo un buon riscaldamento. Mai più di due e mai una oggi ed una domani in quanto le fibre muscolari devono rigenerarsi e il corpo ha necessità reintegrare il glicogeno. Lascia passare almeno 48 ore tra una variazioni e l’altra e  nel frattempo opta per una corsa di resistenza.

….E L’USO DELLA BICICLETTA?
È un buon compromesso in inverno o quando le articolazioni richiedono di essere sollevate dal peso del corpo. Occorre tener presente che su una bici, la FC sarà sempre inferiore alla FCM di una dozzina di battiti del cuore.

ALLENARSI DIVERSAMENTE
Sei annoiato dagli soliti classici allenamenti dopo anni di corsa? A seguire semplici consigli per aiutarti a ritrovare la motivazione pur non facendoti perdere la forma raggiunta.
Una delle cause principali della “noia” sono le variazioni fatte in pista sulle diverse distanze, un po’ meno se fatte su strada . Per gli atleti che si allenano in pista con “la pressione” del cronometro e della distanza determinata, una soluzione che spesso adotto è quella di modificare alcune sessioni di lavoro modificandole in un simil fartlek:

15 x 200 m poi diventa 20 x 30 secondi veloce / 30 secondi lento;
10 x 300 m diventa 10 a 12 x 1 min veloce/ 1 min lento;
8 x 500 m viene trasformato in 8 x 2 min veloce/ 2 min lento;
6 x 1.000 m viene convertito in 6 x 3 o 4 min veloce/ 3 o 4 min lento ...
Il vantaggio principale è quello di evitare la demotivazione legata al verdetto del cronometro ad ogni ripetizione. Ciò consente di allenarsi senza pressione o ansia.


Vuoi saperne di più? Invia la tua richiesta a giovannischiavo@virgilio.it

domenica 18 marzo 2018

CHI HA CORSO QUESTA DOMENICA?


Anche questa settimana alcuni atleti che seguono il programma “allenamento365” hanno preso parte a manifestazioni e sono Romina e Filippo.
Romina ha preso parte all’ “Eroica 15-18” maratona che si è corsa , partenza ed arrivo da Vittorio Veneto(Tv) teatro della battaglia che pose fine al conflitto nell’ottobre 1918. Eroica15-18 Marathon ha attraversato un percorso tematico del territorio trevigiano fondamentale per le vicende della Grande Guerra. 


Distanza
Pos. Cat.
Risultato
RealTime
Parziale
min/Km
20K
20000
8
01:47:19
01:47:19
5.21
Arrivo
42195
10
03:54:05
03:54:05
02:06:46
5.32
Un’altimetria impegnativa che comunque non ha impedito a Romina di portare a casa un buon risultato.
Per Filippo ennesimo lungo di 30 km  e scelta positiva di affrontarlo sfruttando una gara. Ha preso parte alla Maratonina della Vittoria: “Per fortuna oggi niente pioggia. Come prestabilito ho fatto la maratonina a buona andatura anche se i sali scendi e le ripetute di venerdì si sono fatti sentire e sentivo le gambe pesanti. Così dopo l’arrivo della maratonina ho rallentato, ma comunque ho fatto i miei 30 km come da programma!”...ed alla fine anche un 4° posto di categoria.

Distanza
Pos.
Pos. Cat.
Risultato
RealTime
Parziale
min/Km
10K
10000
35
5
00:38:33
00:38:33
3.51
Arrivo
21097
25
4
01:22:17
01:22:16
00:43:43
3.54

mercoledì 14 marzo 2018

Effetti del KinesioTaping® nell’inibizione della fatica muscolare sul bilanciamento dinamico


Un grande volume di letteratura ha riportato l’elevata prevalenza di infortuni correlati al mondo sportivo. Il sito di lesione più comune è l’arto inferiore, e il 23%-67% ha rappresentato il ginocchio.È stato riscontrato che la fatica aumenta il rischio di lesioni. La fatica è definita come diminuita capacità del muscolo di contrarsi ed esercitare una forza dopo aver eseguito qualunque attività fisica sostenuta. Una delle conseguenze della fatica è la riduzione della componente fisica di competenza legata all’abilità, come l’equilibrio, l’agilità e la forza che compromettono le prestazioni sportive.E’ stato dimostrato che l’equilibrio dinamico sia una componente vitale della forma fisica tra gli atleti come ginnasti, calciatori, golfisti, giocatori di hockey su ghiaccio, tiro con fucile e professionisti di taekwondo. È stato dimostrato che possedere un buon equilibrio dinamico non solo riduce il rischio di lesioni, ma aumenterebbe le prestazioni sportive.Purtroppo, questi vantaggi possono essere limitati dopo l’affaticamento.

L’equilibrio dinamico è definito come la capacità di mantenere la stabilità del baricentro durante il movimento. Le deviazioni biomeccaniche degli arti inferiori si verificano durante il movimento del baricentro lontano dalla base di supporto. Il bilanciamento è ottenuto mantenendo l’equilibrio in un campo gravitazionale e la capacità di reagire rapidamente ed efficacemente a delle forze destabilizzanti per riacquistare la stabilità mediante regolazioni posturali. Nonostante ciò, queste abilità sono compromesse durante l’affaticamento. Tuttavia, il meccanismo di come l’affaticamento interessi l’equilibrio non è mai stato completamente compreso. Cetin et al. (2008) hanno proposto che il sistema di feedback afferente possa essere interrotto e la consapevolezza della posizione del corpo possa venire alterata. Un altro studio ha anche suggerito che l’affaticamento sembra avere un effetto sul senso attivo del riposizionamento del corpo. A seguito dell’affaticamento muscolare, le informazioni del fuso neuro-muscolare diventano meno accurate.

Di conseguenza, è plausibile proporre una misura per ovviare allo scarso equilibrio al sorgere della fatica. Una delle modalità relativamente nuove di questo studio è stato l’utilizzo del Kinesio Taping (KT). Il KT è stato inventato in Giappone, negli anni settanta dal Dr. Kenso Kase. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno cercato di spiegare l’effetto terapeutico del KT sulla forza muscolare, sull’equilibrio, sulla propriocezione, sul range di movimento (ROM), sul dolore, sul movimento cinematico, sulla circolazione sanguigna, sui dolori muscolari ad insorgenza ritardata e sull’elasticità muscolare. Tuttavia, diverse letterature hanno fornito risultati contraddittori dei benefici del KT. Inoltre, sono stati già descritti anche i possibili vantaggi dell’applicazione KT sull’equilibrio dinamico per quanto riguarda l’affaticamento muscolare.

SCOPO
Pertanto, questo studio ha lo scopo di determinare gli effetti del KT nell’inibizione della fatica muscolare sul bilanciamento dinamico. I significati di questo studio sono quello di portare a una più profonda comprensione delle lesioni sportive correlate all’equilibrio dinamico come risultato della stanchezza. Gli autori di questo studio hanno ipotizzato che l’applicazione del KT possa inibire la fatica e mantenere l’equilibrio dinamico.

ABSTRACT
Sono stati reclutati diversi atleti ricreativi, che hanno partecipato a questo studio. I partecipanti sono stati assegnati casualmente e divisi in quattro gruppi:
– gruppo A, KT e fatica muscolare,
– gruppo B, assenza di KT e fatica muscolare,
– gruppo C, KT e assenza di fatica muscolare,
– gruppo D, assenza di KT e assenza di fatica muscolare

METODI
Per misurare l’equilibrio dinamico, sono state utilizzate misure pre e post intervento tramite la Modified Star Excursion Balance Test (SEBT). L’Adapted Agility Functional Short Term Fatigue Protocol (FAST-FP) è stato usato per indurre la stanchezza muscolare. Il KT è stato applicato al retto femorale, al bicipite femorale e al gastrocnemio mediale della gamba dominante.

RISULTATI
C’è stato un cambiamento significativo nel punteggio della SEBT tra i gruppi nel tempo e nell’effetto temporale. L’effetto principale che confronta il punteggio composito SEBT tra i gruppi non era significativo. Il gruppo A (90,10 ± 9,40) e il gruppo B (86,14 ± 10,50) hanno raggiunto una media inferiore per il punteggio di fatica muscolare SEBT rispetto al gruppo C (97,30 ± 10,83) e al gruppo D (98,13 ± 9,47) suggerendo che la stanchezza abbia un effetto degradante sull’equilibrio dinamico.

CONCLUSIONI
L’applicazione del KT inibisce gli effetti della fatica muscolare. L’applicazione del KT può ridurre il rischio di lesioni quando l’atleta si trova in uno stato di fatica muscolare indotta dall’attività sportiva.

Articolo tratto da Fisio Notizie

Nota personale :  L'applicazione del KT non può comunque sostituire o evitare il trattamento del fisioterapista.